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festivalfilosofia sapere;2008

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salastampa

Roberto Alessandrini
salastampa@fondazionesancarlo.it

La Sala Stampa del festivalfilosofia si trova al primo piano della Fondazione Collegio San Carlo, in via San Carlo 5 a Modena. È aperta dalle ore 9 di venerdì 14 settembre alle ore 20 di domenica 16 settembre. Nei giorni che precedono e seguono il Festival, l'Ufficio stampa risponde ai numeri 059 2032996-2032774 e all'indirizzo di posta elettronica salastampa@fondazionesancarlo.it


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CINEMA, ENRICO GHEZZI INAUGURA LE "CITTA' DELL'UTOPIA"

Da venerdì 19 a domenica 21 settembre proiezioni a Modena

Dalla “Zona” di Rodrigo Plà a “Berlin-Jerusalem” di Amos Gitai, da “Metropolis” di Fritz Lang al “Cielo sopra Berlino” di Wenders, da “The Village” di Night Shyamalan alla “Città incantata” di Hayao Miyazaki, da “Underground” di Kusturica a “Goodbye Lenin” di Wolfgang Becker. Sono otto i film proposti dalla rassegna “Città dell'utopia”, curata da Alberto Morsiani per il Festival filosofia e in programma da venerdì 19 a domenica 21 settembre alla Sala Truffaut di Modena, in via degli Adelardi 4 (ingresso con la tessera Truffaut 2008-2009, in vendita a 3 euro).
Venerdì 19 settembre la rassegna si inaugura alle 20.30 con una lezione magistrale di Enrico Ghezzi dedicata alle visioni di città elaborate dal cinema del Novecento e analizzate sia nella loro dimensione utopica e critica, che in quella fantastica e avventurosa.
La rassegna inizierà alle 22 con la proiezione del film “La zona” di Rodrigo Plà, incipit da pellicola del filone apocalittico, con il quartiere-bene utopico di Città del Messico rigidamente separato dal resto della metropoli con le sue bidonvilles. Basterà un incidente casuale per creare il temuto o sperato corto circuito tra il dentro e il fuori. Alle 23.45 si proietta “Berlin-Jerusalem” di Amos Gitai, ambientato nella Berlino primo Novecento dove due ebree condividono l'ideale di una Palestina in cui giudei e arabi convivano armoniosamente. Un'utopia destinata a svanire quando le due donne si ritroveranno a Gerusalemme. Ispirato all'esperienza della scrittrice Else Lasker-Schuler e della rivoluzionaria russa Mania Shokar, il film ribalta ogni luogo comune sulla questione palestinese.
La rassegna prosegue sabato 20 settembre alle 20 con “Metropolis” di Fritz Lang: in una megalopoli del XXI secolo dominata dal dittatore Frederson, gli operai, che vivono nei sotterranei in stato di semischiavitù, ripongono la loro fiducia nella mite Maria di cui si innamora Freder, figlio del dittatore. Per rompere l'unità degli operai, Frederson impone all'inventore-mago Rothwang di costruire un robot, sosia di Maria, che semina discordia, ma questo incita gli operai alla rivolta e alla distruzione. Alle 21.30 sarà proiettato “Il cielo sopra Berlino” di Wim Wenders: due angeli, Daniel e Cassiel, mescolandosi non visti tra la popolazione berlinese, scoprono che la tristezza diffusa è dovuta alla incapacità degli umani di comunicare. La serata si conclude alle 24 con “The Village” di Night Shyamalan: un villaggio americano del 1897 vive nell'isolamento, circondato da un bosco abitato da creature innominabili. In cerca delle medicine per salvare l'amato Lucius, la cieca Ivy ottiene il permesso di attraversare la foresta: scoprirà solo una parte della verità che gli anziani hanno nascosto ai giovani.
La rassegna si conclude domenica 21 settembre con tre pellicole. Alle 17.30 si proietta “La città incantata” di Hayao Miyazaki: intrappolata in un mondo fantastico retto dalla strega Yubaba, che ha trasformato i suoi genitori in maiali, la piccola Chichiro deve trovare un modo per salvare papà e mamma e fuggire. Troverà un alleato nell'enigmatico principe Haku, ma per sopravvivere in quel luogo misterioso sarà pure costretta a cercare lavoro in un centro termale per divinità bizzose. Oscar 2002 per il miglior film d'animazione.
Alle 20 si proietta “Underground” di Emir Kusturica: più trafficoni che veri resistenti, Blacky e Marko mescolano la lotta all'invasore nazista che ha occupato Belgrado con le loro avventure amorose, protetti da un nascondiglio sotterraneo in cui hanno trovato rifugio familiari e amici. Blacky e gli altri ci resteranno vent'anni, convinti da Marko che la guerra non è mai finita, mentre lui fa carriera sotto il regime titoista. Quando usciranno non potranno che farsi coinvolgere dalla nuova guerra che coinvolge la ex Jugoslavia.
La rassegna si conclude alle 23 con “Goodbye Lenin” di Wolfgang Becker: un'orgogliosa comunista della Ddr entra in coma dopo un attacco di cuore. E' il 1989. Quando si riprende, il Muro è caduto e il capitalismo ha attecchito ovunque; ma per evitarle una ricaduta fatale, i figli Alex e Ariane le ricreano attorno un mondo di menzogna in cui il socialismo esiste ancora. Una utopia in cui i falsi telegiornali millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle "false certezze" del liberismo.

(11/09/2008)